Il progetto Catasto del 1381 del Comune di Ascoli. Edizione digitale e Georeferenziazione nasce nel 2021 su iniziativa dell’Archivio di Stato di Ascoli Piceno, nell’ambito delle attività promosse dall’Istituto volte all’edizione e digitalizzazione delle fonti documentarie medievali ivi conservate. Il progetto ha ottenuto l’approvazione e il finanziamento da parte della Direzione Generale Archivi, all’interno della programmazione triennale L. 190/2014, triennio 2022-2024.

La sfida, innovativa e mai tentata prima, è stata quella di affiancare all’edizione digitale della fonte catastale la georeferenziazione delle proprietà site nella città di Ascoli nel 1381 in un unico ambiente fruibile sul web.
La complessità dell’attività ha reso necessario la formazione di un corposo gruppo di lavoro composto da diverse professionalità (paleografi, medievisti, archeologici, umanisti digitali, informatici), coordinato dall’Archivio di Stato, in collaborazione con l’Università di Macerata.
Grazie al software EVT, open source, è stato possibile realizzare un’edizione digitale che da un lato consentisse lo studio del manoscritto senza la sua consultazione fisica e dall’altro presentasse tutte le caratteristiche – potenziate – di una tradizionale edizione critica cartacea.
L’edizione digitale di un manoscritto può fornire strumenti di indagine superiori rispetto alla tradizionale consultazione diretta: evidenziazione di dettagli, ingrandimenti, possibilità di effettuare ricerche testuali o di filtrare il testo secondo parole chiave. Non sono da sottovalutare i benefici che la diffusione digitale di un manoscritto consente riguardo la preservazione dello stesso, in quanto permette di limitare i possibili danni cui potrebbe essere soggetto quando viene manipolato fisicamente. Infine l’edizione digitale, veicolata dal web, consente agli utenti di interagire con coloro che ne stanno curando l’edizione, suggerendo modifiche e correzioni o chiedendo chiarimenti.
Grazie al software QGIS è stato possibile procedere al posizionamento dei raggruppamenti di proprietà, ottenuti in base al quartiere e sestiere di appartenenza, al riferimento topografico e al confinante presenti nella trascrizione dei registri, sulla base cartografica georeferenziata della città di Ascoli. Quest’ultima è costituita dal Catasto Gregoriano del 1835, sovrapposto alla CTR (Carta Tecnica Regionale) e alla Mappa del Ferretti del 1646, su cui sono stati preventivamente vettorializzati i punti di riferimento topografico (mura cittadine, fiumi, spazi pubblici, edifici pubblici ed ecclesiastici) e generati i confini amministrativi di quartieri e sestieri.
Tale iter ha consentito la visualizzazione di quelli che dovevano essere i raggruppamenti o isolati della città di Ascoli alla fine del XIV secolo, localizzati su una base cartografica in grado di dialogare con il database dell’edizione digitale dal documento catastale.
Allo stato attuale sono stati pubblicati i primi 3 registri contenenti le registrazioni di proprietà dei residenti nei quartieri cittadini di S. Emidio, S. Maria Intervineas e S. Giacomo,con descrizione e commento, strumenti di consultazione e ricerca, e georeferenziazione. Prossimamente verranno pubblicati i restanti 6 registri relativi alle ville e castelli di Ascoli.
Essendo il progetto sempre in continuo aggiornamento, commenti e suggerimenti sono graditi.